La via dello yoga

E’ necessario prima di tutto precisare che la parola ” Yoga” concerne uno stato. Uno stato di unità, uno stato senza separazione né divisione. Questo va detto subito per cominciare. Contrariamente all’ immagine che di solito ci preme presentare quando si parla di ” Yoga “, non si tratta di una tecnica, non si tratta di copiare una forma.

Come possiamo noi conoscere o riconoscere lo stato di Yoga? Possiamo utilizzare i mezzi che si impiegano abitualmente per imparare? Il ragionamento, il sapere, il discutere? Certamente no. Questi mezzi non sono adatti allo scopo. La via dello Yoga è particolare.

Yoga è unicamente, esclusivamente un’ esperienza. Per conoscerla non si può che viverla.  E  la caratteristica di questa esperienza è di essere sempre personale. Non esiste in questa ricerca un’esperienza tipo (insisto su ciò che precede. Bisogna innanzitutto realizzarlo. Se voi non vivete l’ esperienza rischiate di prendere la via abituale del sapere. Farete così molta fatica a ritrovare la via dello yoga).

Per quale ragione pratichiamo lo Yoga? Noi pratichiamo per trasformare uno stato di dispersione in uno stato di equilibrio e di concentrazione interiore. Lo stato di dispersione nel quale noi viviamo è all’ origine dei nostri problemi, della nostra difficoltà di vivere. Lo stato di equilibrio e di concentrazione interiore opererà in noi un cambiamento profondo. Una trasformazione totale difficilmente esprimibile con delle parole e delle spiegazioni.

Dato che i mezzi che noi usiamo abitualmente sono impropri, per quale via possiamo accedere a questo stato di unità? I testi (a cui bisogna riferirsi) rispondono chiaramente a questa domanda:  ” Quando la mente è in pace lo stato di Yoga si produce”. Eccola qua la grande definizione, quella che orienta le nostre ricerche e le nostre azioni nello yoga.

la nostra mente non è a riposo. E’ mossa da automatismi. A causa di questi essa è considerevolmente accelerata. Il suo ritmo è separato dal ritmo lento e naturale del nostro organismo. Questa è la causa dei nostri disequilibri. Questi meccanismi del nostro mentale sono noti. La nostra memoria reagisce a delle provocazioni esterne che risvegliano il ricordo di situazioni precedenti. La reazione della memoria genera delle immagini mentali e delle associazioni di idee all’ interno del film che costituisce il pensiero. Questi pensieri prendono dunque vita dalle esperienze passate. E di conseguenza anche le parole e le azioni vanno nella stessa direzione. I nostri pensieri e le nostre azioni ruotano in un circuito chiuso che si ripete incessantemente. La situazione è fissa, bloccata. Questo incatenamento deve essere interrotto affinché si possa ritrovare la libertà di pensiero e di azione.

Quando questa libertà è ritrovata il nostro mentale funziona in una nuova condizione, libero da provocazioni esterne. Stabile e in pace. E’ allora che tutto cambia in noi. L’ego non ci separa più dal mondo che ci circonda.

Noi possiamo fare qualcosa per produrre questo cambiamento ma non possiamo ottenere direttamente dei risultati. Noi non possiamo che creare le condizioni ideali affinché il cambiamento si produca spontaneamente. Incominciamo ad agire. In seguito riceveremo gli effetti.

Il circuito della coscienza mentale prende vita, si alimenta dall’ attività dei sensi. il movimento uscente della coscienza mentale logora la nostra energia vitale. Esiste un mezzo per interrompere questo movimento e ritrovare così una visione chiara, la salute, la gioia di vivere?

Questo mezzo esiste. E’ chiaro, preciso e concreto. Obiettivo, senza misteri. Il mezzo è l’ Hatha Yoga. Scienza perfetta. Adattabile a tutti e a tutte le circostanze. Noi dobbiamo passare per l’ equilibrio del corpo, per l’ equilibrio fisiologico e neurofisiologico per trovare l’ equilibrio psicologico e psichico.

Tutte le risposte ai nostri problemi sono dentro il corpo.

Gèrard Blitz

 

 

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